LA SOCIETÀ DI STUDI ROMAGNOLI PER DANTE


La Società di Studi Romagnoli partecipa alle celebrazioni per il 700° della morte di Dante Alighieri (1321-2021) con due importanti iniziative culturali: un convegno storico e un’impresa editoriale.

Il convegno su “Dante e le signorie di Romagna” si svolgerà a Cesena, nel Salone di Palazzo Ghini in corso Sozzi 39, sabato 9 ottobre 2021, ore 9-13. L’assise – della quale si allega il programma dettagliato – intende mettere a fuoco il quadro e le problematiche delle signorie romagnole nel Trecento in rapporto al Sommo Poeta e alle vicende del suo esilio, per poi affrontare il complesso scacchiere delle famiglie ivi dominanti: Da Polenta (Ravenna), Malatesti (Cesena e Rimini), Manfredi (Faenza), Montefeltro (Urbino), Ordelaffi (Forlì), Pagani (Susinana).
Il convegno, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, è patrocinato dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma.

L’impresa consiste nel completamento dell’edizione critica dell’opera Della difesa della Comedia di Dante composta dal cesenate Iacopo Mazzoni (Cesena, 27 novembre 1548 – 10 aprile 1598). L’opera, in 5 volumi (2.720 pp.) più 1 di indici, è stata curata da Claudio Moreschini, Luigia Businarolo e Sara Petri, con il sostegno del Credito Cooperativo Romagnolo.
Formatosi a Bologna e a Padova, grande erudito, letterato e filosofo, in possesso di una dottrina spaventevole, professore nelle Università di Macerata, Roma e Pisa, il Mazzoni era dotato di alto ingegno, che anche il genio del collega Galileo Galilei apprezzò e rispettò, perfino quando da lui dissentì. Mazzoni si era proposto di difendere la Commedia e il suo autore, attaccati nel Cinquecento da un libello antidantesco di un certo Ridolfo Castravilla, rimasto ignoto. La prima parte della Difesa fu pubblicata a Bologna nel 1572 con lo pseudonimo Donato Roffia, poi a Cesena nel 1573 con il nome dell’autore e ancora con una nuova edizione nel 1587. L’opera, in 7 libri, fu completata nel 1688 dai colti sacerdoti Mauro Verdoni e Domenico Buccioli.
Capolavoro del dantismo, quattro secoli prima dell’Enciclopedia dantesca della Treccani, dove il Nostro si è giustamente meritato una voce redatta da Arnaldo Di Benedetto. Mazzoni, apprezzato dal granduca Ferdinando, tenne in Firenze letture e fu iscritto alle più importanti Accademie, a partire dall’Accademia della Crusca.